La collaborazione? Ci rende Umani. – In economia come nella vita: meglio del conflitto è l’Accordo di Interessi!

 

Darwin scimmia e collaborazionePROVATE, PROVATE A CHIEDERLO AGLI ECONOMISTI! Con quale nome loro chiamano questa formula per cui ci battiamo, per cui vogliamo che alle Persone venga riconosciuto il diritto di poter chiedere la ricevuta fiscale avendo cioé “l’utilità personale” di portare ogni genere di spesa in Dichiarazione dei Redditi? 

Contrasto di Interessi”, così lo chiamano nei testi di economia. 

Secondo loro rendere utile la ricevuta fiscale produce un “conflitto” e non un “accordo di interessi”. Come se alla richiesta della “ricevuta fiscale resa finalmente utile“, per questi economisti, dovesse scoppiare una inaspettata guerra tra i due soggetti che invece fino a quel momento avevano lavorato e trovato concordia per ogni cosa al punto di giungere all’accordo e alla transazione economica. Secondo voi gli economisti a cosa pensano quando parlano di “contrasto di interessi”?

E’ un esempio che la dice lunga su quale sia il livello delle conoscenze degli economisti nel campo umano. E’ una prova di quanto le regole dell’economia siano ancora a livello primordiale e quanto un certo tipo di economisti dimentichino ancora cosa ci differenzia dalle scimmie.   …Sappiamo tutti davvero cosa è che ci differenzia dalle scimmie?

L’interrogativo è affrontato da Michael Tomasello, psicologo americano e condirettore del Max-Planck-Institut per l’Antropologia di Lipsia, nel suo “Unicamente umano: storia naturale del pensiero” (ed. Il Mulino – 2014). La risposta arriva dagli studi di Tomasello, che aggiorna la teoria evoluzionistica di Darwin sui meccanismi cognitivi dei bambini e degli scimpanzé: «Oggi abbiamo una visione più chiara delle reali capacità dei primati non umani. E possiamo capire di averli sottovalutati».

Dunque, cosa ci differenzia dagli scimpanzé? Spiega lo psicologo: «La competizione per il cibo ha portato le scimmie a sviluppare forme di cognizione sociale molto sofisticate, ma tutte fondate sulla competizione. Le grandi scimmie antropomorfe sanno comprendere gli scopi degli altri e capiscono che gli altri possono avere una prospettiva e delle percezioni diverse. Però è tutto finalizzato al vantaggio individuale. Anche durante la caccia collettiva, ogni scimpanzé del gruppo in realtà cerca di catturare la preda per conto suo».

Noi umani, invece, sappiamo cooperare realmente. Ma come ci siamo arrivati? «Circa 400mila anni fa un nostro predecessore, l’Homo heidelbergensis, sviluppò la ricerca collaborativa di cibo. Una forma di cooperazione nella quale chi cacciava aveva scopi congiunti con gli altri, e si coordinava con loro attraverso gesti come l’indicare o il mimare. Ma erano cooperazioni temporanee», osserva Tomasello.

collaborazione asini«Il passo successivo fu intorno a 100mila anni fa, quando l’Homo sapiens fu costretto a collaborare anche con dei simili a lui sconosciuti. Poté farlo creando un terreno culturale comune, stabile, e non temporaneo, fatto di convenzioni e di norme».

Si era stabilita quella che Tomasello definisce “intenzionalità collettiva”: «Questa necessità di convenzioni ha fatto nascere il linguaggio e la capacità di ragionamento simbolico ed astratto».

Capita l’antifona? La competizione è da animali, dice Tomasello, mentre è la collaborazione che ci rende umani e ci distingue dalle scimmie.

E allora chi glielo spiega agli economisti [ed ai politici] che quella è la strada da battere? Dare valore, rendere utile la ricevuta fiscale per ogni persona come forma di collaborazione vicendevole. Dare valore, rendere utile la ricevuta fiscale per tutti: affinché per colui che paga rimanga traccia del proprio pagamento, mentre colui che riceve i soldi potrà fare conto di tutti i propri risultati nella trasparenza. E potranno entrambi fare il conto di ciò che ricevono e di ciò che pagano come differenza fra ricavi e spese. E’ il conto dei ricavi e delle spese per l’azienda? No, è di più. Sono ricavi e spese per la famiglia. Ricavi e spese per la persona. Per ogni attività, e per ciascuno. Una forma evoluta di collaborazione, appunto.

E’ un progetto “umano” conveniente. Purché per entrambi e per tutti ci sia l’utilità di poter registrare quella transazione in dichiarazione dei redditi. E’ un contrasto di interessi invece, come dicono loro, se come adesso non vi è né utilità né convenienza per nessuno di poter lasciare traccia di quella transazione. Adesso sì è un conflitto di interessi. Adesso che non vi è né l’utilità né la convenienza per uno di registrare il ricavo, né per l’altro di registrare una spesa nella Dichiarazione dei Redditi. Soprattutto se quella spesa poi gli sarà comunque contestata o riconosciuta solo in parte.

Ma riflettiamo! Adesso sì la ricevuta fiscale sembra fatta proprio “contro l’interesse” di chiunque. Adesso che non possiamo scrivere le spese in Dichiarazione dei Redditi. Come potete immaginare che le persone possano scambiare le proprie relazioni economiche, in pratica possano consegnare i propri oggetti quanto i propri servizi in cambio di soldi, chiedendo pure all’altro una ricevuta che a ciascuno dei due fa soltanto aumentare il prezzo?
Come si può pensare che ci possa essere un accordo di interessi adesso che la ricevuta fiscale poco utile e non c’è alcun vantaggio per nessuno, se non quello vago di una ipotetica utilità futura da parte di un altro soggetto, lo Stato, famoso per la sua incapacità di mantenere le promesse?

Quello Stato con i dirigenti pubblici più pagati al mondo ed i cittadini peggio serviti. Quello Stato che pure non perde occasione per rivelarsi menzognero o profittatore nei confronti di chiunque abbia mostrato di confidare in lui o nella sua capacità di amministrare i beni comuni nell’interesse di tutti.

Tutti noi vogliamo vivere in un Paese civile. Tutti noi desideriamo vivere in un Paese dove i servizi funzionano, la sanità, la scuola, la giustizia, al pari di ogni altra funzione pubblica sono accessibili per tutti e consentono di vivere nella sicurezza e nella legalità, consentono cioè a ciascuno di immaginare di poter vivere una vita degna di essere vissuta con positive relazioni con l’altro.
contrasto di interessi
Com’è possibile che questo possa accadere quando perfino le piccole relazioni economiche in quel Paese, secondo gli economisti, dovrebbero avvenire a scapito l’uno dell’altro? Le osservazioni del mondo animale possono aiutarci in tal senso. Quel libro è istruttivo.

Le immagini del quotidiano forniscono ogni giorno, in ogni occasione, quanto sia difficile perfino immaginare che possa crescere una classe politica onesta, degli amministratori pubblici sani, dei cittadini diligenti, quando la regola che sta alla base dell’economia è il sacrificio quotidiano di ciascuno, quella regola per cui ciascuno deve essere capace di farsi un poco del male per l’interesse comune di tutti.

E’ nostra convinzione che la soluzione sia semplice e possibile: va ricercata nel contrario di quello che è stato fino ad oggi il paradigma fiscale. Quel Paese immaginato potrà davvero realizzarsi, reggersi e prosperare sì, ma solo quando si realizzerà l’introduzione generalizzata della regola dell’accordo di interessi: l’introduzione della regola per cui sarà vi sempre per tutti, e per ciascuno, l’utilità e la convenienza di poter chiedere la ricevuta fiscale. Quello che noi chiamiamo Scaricare Tutto Tutti.

Utilità e convenienza per ciascuno e per entrambi, per tenere conto di ciò che si è dato. Conservare la traccia di tutti i propri movimenti economici, per la propria naturale convenienza, per la propria buona memoria, per non dover pagare ancora tasse su soldi dati ad altri. Questo conviene e più ci allontana, ci eleva, dai primati, dai nostri progenitori: gli scimpanzé. Ditelo agli economisti, si chiama progresso.

ps: Anche questo capitolo è un esempio di collaborazione. Non sarebbe stato possibile scriverlo se non avessimo potuto trovare l’articolo di Giuliano Aluffi, sul Venerdì di Repubblica del 9 gennaio 2015, per la presentazione del libro di Tomasello “Unicamente umano: storia naturale del pensiero”. La collaborazione che ci rende umani ha poi consentito di applicare quelle sue riflessioni ad un altro campo che ci tocca tutti, come il pensare l’economia, un’altra economia.

Firmato: Mario Tognocchi in dialogo con Giuliano Aluffi

Tempo di lettura:  5 minuti circa (250parole/minuto)

[l’Attuazione della Costituzione è semplice: art. 2 – doveri di solidarietà politica economica e sociale; art. 3 – rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale; ]favicon

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