Mission

Qual è la nostra Mission?

IMMAGINA UN PAESE CHE “DA’ VALORE” A QUELLO CHE FANNO LE PERSONE.

Immagina un Paese che riconosce a tutte le persone il diritto di scrivere tutte le proprie spese nella Dichiarazione dei Redditi. Quel giorno cosa potrà accadere? Tutti potranno dire:

La Costituzione del nostro Paese è il più potente strumento che abbiamo portato nella nostra vita: noi la Costituzione la usiamo! La usiamo per la difesa dei nostri diritti. La usiamo nei rapporti civili, la usiamo nei rapporti economici, nei rapporti con la comunità. Noi con la Costituzione “ci si mangia!”, potremmo dire…
Ecco perché quella Costituzione è la nostra forza: perché, prima di tutto, ci riconosce il diritto alla Vita!”

Questo è Scaricare Tutto Tutti: dare valore a quello che fanno le persone?

Me lo immagino, adesso Tu mi dirai:
Che valore ha quello che dici?”

C’è stato un tempo in cui l’Italia ha iniziato a vivere una stagione di sviluppo economico che non ha avuto precedenti nella storia. Questo nostro Paese, con le città distrutte dalla guerra e con le comunità divise da una sanguinosa guerra civile, ha iniziato in quel tempo a risollevarsi, con una velocità che fece meravigliare il mondo intero. L’Italia era un Paese percorso da conflitti e tensioni sociali senza eguali, in un mondo diviso in due, in quel conflitto economico chiamato guerra fredda, l’Italia ne era pure diventata “terra di confine”. Un conflitto così potente che avrebbe diviso l’intero mondo per quasi mezzo secolo, e l’Italia invece si stava sollevando. Come ha potuto accadere? Cosa era successo?

Molti hanno provato a dare la risposta. Pochi hanno saputo vedere quello che oggi tutti – se hanno occhi per vedere – tutti possono osservare: in quel Paese erano semplicemente cambiate le regole.

Il Paese aveva cambiato le sue regole.

Costituzione art 1 - Lavoro
Costituzione art 1 – Lavoro

L’Italia nel 1947, primo tra i paesi occidentali [la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani venne l’anno dopo: nel 1948],  aveva messo al primo posto, nel primo dei suoi obiettivi: il lavoro e i diritti della Persona. L’articolo 1 e 2 della Costituzione erano, dovevano essere, da quel momento, per quel Paese, il nuovo orientamento. Tutto si uniformava a quello: il lavoro e i diritti della Persona, con l’eguaglianza di fronte alla Legge, nell’articolo 3. Che non erano, non dovevano essere, eguaglianza per farci tutti eguali e tutti poveri (guai!). Era bensì eguaglianza nei diritti: per farci tutti più forti!

@Differenza fra Eguaglianza e Equità

Era una tensione, un pensiero, un ideale, e soprattutto “una direzione” verso cui si andava. Pensiero ideale che diventava misura per ogni cosa.

Nacque da lì, da quel progetto, la Costituzione. Progetto che avrebbe dato forza a tutto il Paese.

Un progetto che riuscì, davvero, di lì a poco, a dare i suoi risultati. Non erano passati neppure 10 anni dalla entrata in vigore della sua Costituzione che nel 1961 il Financial Times decise di attribuire all’Italia:

“L’Oscar per la moneta più salda fra quelle occidentali!”.

Si era compiuto in pratica, in Italia, quello che nel mondo intero sarebbe stato poi chiamato “il miracolo economico italiano“.    

[Un progetto, una costruzione che costituì l’asse portante, su cui presero sviluppo tutte le riforme successive. Vedi anche Wikipedia: “miracolo economico italiano”]

Cosa era accaduto? Come era potuto accadere? E soprattutto: cosa ne è rimasto oggi di quel Progetto? Perché a distanza di 60 anni siamo a questo punto? Sono molte le domande a cui vorremmo dare risposta. Risposte che troverai qui, scorrendo fino in fondo a questo testo. Quello che possiamo dire adesso è che la nostra Missione è ridare forza a quel progetto:

Far diventare moneta quei diritti sanciti, scritti nella nostra Costituzione.

Coloro che dovevano farla applicare hanno smesso di lavorare a quel progetto? Mettiamola nella moneta! Molti di coloro che la dovrebbero applicare la stanno pure smontando? Portiamola nella vita quotidiana. Facciamo sì che quella Costituzione si possa vivere, usare nella vita quotidiana: non mancherà di mostrare ancora, e forse di più, la sua bellezza.

E’ vero, c’è anche chi racconta storie alla nostra gente. C’è anche chi le fa vivere solo nel presente, e le allontana dalla memoria. Ma lo potrebbe fare se noi avessimo la possibilità di ricordare? Lo potrebbe fare se noi potessimo vivere nel quotidiano, nella borsa della spesa, quello sviluppo economico formidabile che portò già questo Paese ad essere preso ad esempio nel mondo!?…

Ecco perché alla nostra gente, ai cittadini di questo Paese noi abbiamo scelto di dire di Sì: che noi possiamo, noi dobbiamo!, raccontare un’altra Storia:

C’è un’altra vita, un’altra possibilità.

Ripartiamo dal concreto: dall’importanza che ha la Vita. Quella importanza che è data nella nostra Costituzione. Facciamoglielo vedere come essa supera, ha già superato, la prova dei fatti! 

Guarda il video!…  Questo è quello che noi vogliamo:
“[RI]
DARE  VALORE A QUELLO CHE FANNO LE PERSONE,
come è scritto nella nostra Costituzione fino dal 1948!

2a Parte - Esegesi della CostituzioneE se poi, dopo aver visto il video, hai ancora quelle domande? Ecco qui le tue risposte…

IIa  parte:  “Esegesi della Costituzione”

[tempo di lettura, 9 minuti]

In che modo possiamo realizzare questo progetto?

Pensa al diritto al lavoro [artt. 1, 4, 35 e 36 della nostra Costituzione]. Non lo vedi che il diritto al lavoro oggi è di fatto negato – a milioni di persone! – quando non è riconosciuto loro il diritto di scrivere [dichiarare!] le spese che esse sostengono per i pasti o gli alloggi fuori casa, per i viaggi pendolari, per i libri ed i corsi di aggiornamento? Da cosa nasce il lavoro se non da quello che loro spendono, le persone pagano, ogni giorno, per provvedere ai bisogni della loro vita?

Secondo te quelle persone perché sostengono quelle spese? Non lo fanno forse per provvedere al loro lavoro?

Perfino quel caffè caldo nelle lunghe ore del turno di notte secondo noi ha valore: per migliorare la vita e il lavoro di quelle Persone. Soprattutto se pensi poi che quel caffè lo pagano loro – lo pagano da sé – proprio con i frutti di quel loro lungo, giornaliero o notturno, faticoso lavoro… Quanto lavoro c’è dietro quel caffè! Pensa: partono ogni giorno navi, bastimenti carichi di caffè, da ogni parte del mondo… e ancora nessuno scrive le spese che le Persone sostengono per farlo muovere quel caffè. Eppure sono quelle le spese che fanno muovere interessi. Sono quelle le spese che fanno muovere quelle navi.

Il controllo della globalizzazione parte da te: da ogni piccola cosa. Perfino dalla tua tazzina di caffè che entra nella tua Dichiarazione dei Redditi

Ma guarda il mondo… Ti sembrano piccole cose queste? Secondo noi una ragione in più per battersi per esse. Nel tuo Paese, oltre che nel mondo, il diritto al lavoro comincia da quelle piccole cose! Secondo noi il diritto al lavoro [Costituzione art. 1] comincia già dalle lire spese per le tue domande di concorso.
[Sai perché ti scriviamo in lire? Perché questo testo è stato scritto, questo progetto è nato, quando l’€uro doveva ancora venire! Ti scriviamo in lire per dimostrarti che, nonostante quello che ti dicono, in €uro o in Lire, o in ogni altra moneta, questo progetto vale: cambia solo l’unità di misura. Se questo progetto non è stato ancora realizzato non è per colpa dell’€uro o per colpa nostra: sei tu che ancora non ti sei battuta/o abbastanza per un progetto che vale l’intera tua economia. Vale  tutta la vita! …E’ il diritto di poter scrivere le spese, tutte le spese, delle Persone, nella propria Dichiarazione dei Redditi]
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il costo dei figli...
Bobo e… IL COSTO DEI FIGLI!

Se ci pensi perfino il diritto al lavoro [art. 1] comincia dal diritto alla scuola e all’istruzione. Meravigliosa è quella Costituzione [art. 30, 33, 34] dove quel diritto alla scuola e all’istruzione, oltre che dagli edifici e dagli stipendi ai professori – cui provvede lo Stato con le tasse pagate dai cittadini -, è fatto prima di tutto dagli sforzi quotidiani di milioni di famiglie.

Che il diritto alla scuola comincia dalla colazione e la merenda la mattina. Il diritto alla scuola e all’istruzione passa da quel luogo caldo e accogliente dove poter studiare; passa dai viaggi dove poter conoscere; passa dagli incontri con le persone e con i professori, dove hai potuto apprendere quanto tanto di quello che hai studiato si lega in vero con la vita. Arriva fino ai milioni di soldi spesi dalle famiglie in libri o in sussidi scolastici, per migliorare quello che altrimenti sarebbe rimasto per te solo un esercizio di arida sapienza. Il diritto alla scuola passa dalla retta scolastica, anche universitaria, ma non solo: passa da tutte le spese che ogni giorno milioni di famiglie sostengono per mandare i figli a scuola o per le loro ripetizioni quando hanno qualche difficoltà.

Perché, lo sai, è normale che i figli possano avere difficoltà. Non é normale invece che “nel tuo Paese” quelle spese, le spese che le persone sostengono per far crescere i propri figli, non possano scriverle. Non lo sai che sono quelle le spese che in alcune zone del Paese diventano causa prima dell’abbandono scolastico? Quando le persone, le famiglie, non riescono a sostenerle. Spese che nel progresso del Paese, lo devi pur riconoscere, hanno pari dignità con le altre! Certo non minore importanza.

Vuoi parlare del nostro progetto, della “mission” di Scaricare Tutto Tutti? Parla allora ai tuoi vicini, ai nostri concittadini, del dovere costituzionale, per ciascuno e per lo Stato, di concorrere al progresso materiale o spirituale della società [Costituzione art. 4]. 

Se parli con loro ti accorgerai allora, lo dovrai pure ammettere: un dovere del genere è difficile da adempiere se le spese che sostieni per quel progresso non ti sono, certo non dico rimborsate, ma almeno, questo solo si chiede: riconosciute! Tu le hai fatte, tu le hai pagate quelle spese, per concorrere al progresso materiale o spirituale della società: non è già un buon motivo per riconoscerne il valore per l’intero?

Conviene più allevare maiali che figli?
Conviene più allevare maiali che figli?

Qual è poi il diritto all’uguaglianza e allo sviluppo della persona che vedi riconosciuto in questo Paese [Costituzione art. 3] se invece vedi solo che chi ha il capitale o chi ha l’impresa può dichiarare le spese che sostiene per produrre il proprio reddito? [E anche a loro, oggi nemmeno a loro, alle piccole e media imprese, nemmeno per l’intero! E’ sempre peggio…]

Parliamo di uguaglianza: non hai notato che questo è il Paese dove soltanto se allevi una mucca o un cavallo puoi dedurre tutte le spese dal reddito; quelle spese che non puoi dichiarare se invece allevi un figlio. E’ questa l’uguaglianza che vedi?

Lo vedi adesso il nostro Progetto, la nostra “mission”?

Questo è il Paese dove oggi se ti occorre qualcosa ti conviene sempre usare una macchina. Potrai dedurre le spese per l’alimentazione [elettrica] di quella macchina, le spese per metterla a riposo quando si scalda, anche le spese per la manutenzione normale e necessaria a prevenirne l’invecchiamento.

Nel tuo Paese insomma avrai ogni diritto per le macchine che muovono la tua azienda, il diritto a dichiarare tutte le spese che sostieni per loro; ma non hai quello stesso diritto per le Persone. Per le spese che le persone sostengono per mantenersi in vita, per alimentarsi, per prendersi cura di sé stesse, neppure per prevenire il proprio invecchiamento o per prendersi cura dei propri figli: quel diritto no, non è ancora riconosciuto. Nei bilanci non ci sono le spese per vivere. Nonostante quello che è scritto nella Costituzione.

Tu che conosci la Costituzione dimmi: qual è la libertà di associazione, di stampa e di pensiero [Costituzione art. 18 e 21] che vedi oggi in questo Paese? Solo “il Sole 24ore” è deducibile dalla dichiarazione dei redditi, e solo per qualcuno. Eppure conoscerai certo anche tu le centinaia di pubblicazioni di associazioni e del volontariato – quelle sì veramente libere -, che sopravvivono con quei pochi soldi che possono permettersi i magri bilanci delle famiglie. Non valgono per te, per la libertà di informazione, le spese che loro sostengono per mantenere viva una informazione che altrimenti non avresti mai? Per non parlare poi della tassa sulla televisione governativa [nascosta nella bolletta dell’energia elettrica] che non puoi mettere in deduzione nella Dichiarazione dei Redditi…  Per questa libera informazione è il massimo della follia!

Vuoi parlare adesso del diritto, il più grande, il Grande Diritto che è nella nostra “mission”?

Quale è il diritto ad agire in giudizio per la difesa e la tutela dei propri diritti [Costituzione art. 24] che vedi tutelato in questo nostro Paese? Non vedi che a milioni di persone non è riconosciuto il diritto di dichiarare tutte le spese che hanno sostenuto per la tutela di quei diritti di Giustizia cui si parla? 

Milioni di persone – prima ancora di domandarsi se vale ancora la pena di spendere dei soldi oggi per avere giustizia dieci anni dopo – devono prima domandarsi se conviene pagare l’avvocato a nero o dare a loro anche l’IVA: per chiedere la ricevuta fiscale che molto spesso non gli servirà neppure nel giudizio. Prima ancora di ambire a qualsiasi forma di giustizia oggi le Persone in questo Paese trovano l’economia che le respinge: l’economia che respinge loro ogni ambizione di giustizia. Riconoscere quelle loro spese: dovrebbe essere questo il primo atto che si dovrebbe adottare per riconoscere quel “diritto ad agire in giudizio per la difesa e la tutela dei propri diritti” [Costituzione art. 24].

Non sembra  a te una “mission” già sufficiente per cambiare in meglio questo Paese?

Possibile ti sia così difficile vedere che è per l’assenza di queste cose “nella vita” che la Costituzione finisce per apparire solo “inchiostro su carta” a milioni di persone?  

Bobo e... LE SPESE NECESSARIE PER VIVERE!
Bobo e… LE SPESE NECESSARIE PER VIVERE!

Cosa vuoi che pensino le Persone quando vedono scritto che è riconosciuto il diritto alla vita e ad avere un futuro migliore [Costituzione art. 2, 3, 4, 32 e 36], quando leggono che è pure riconosciuto il diritto a partecipare alla vita politica, economica e sociale [art. 3], che è loro riconosciuto anche il diritto alla salute ed alla cura della persona umana [Costituzione art. 32], ma poi nei fatti vedono che nella dichiarazione dei redditi non è riconosciuto neppure il diritto minimo: di dichiarare le spese che esse sostengono anche solo per mantenersi in vita!

Qual’è il diritto alla casa che riconosci ad un pensionato, ad un giovane, ad un lavoratore, ad una giovane coppia, se non gli riconosci almeno il diritto di scrivere nella dichiarazione dei redditi le spese che essi hanno sostenuto per acquistarla? 

Non vedi l’importanza di quelle spese, quello che le persone pagano giornalmente per la loro casa, anche solo per mantenerla con decoro?

Forse nel tuo Paese il diritto alla casa è solo quello di vedere scritto su una Carta il proprio nome accanto a quello della casa e poterlo poi depositare in un Ufficio del Registro pagando ancora un’altra tassa? Una tassa che, anche tu, pagando, non potrai neppure scrivere, ancora, anche quella!, nella tua Dichiarazione dei Redditi.

Riscaldarsi, proteggersi dalle intemperie, proteggersi con dei mattoni o anche con della stoffa, poter avere la luce e il calore quando cala il sole, poter arredare quella propria casa: non sono forse quei diritti “minimi” che io e te crediamo dovrebbero spettare a ciascuno?

Se tutto questo è vero: perché non ammetti che dobbiamo poterlo dire per l’intero nella dichiarazione dei redditi?

Soprattutto, se ciascuno di noi ha poi provveduto a quelle spese personalmente, senza essere stato di peso agli altri. Perché non riconoscerlo? Perché non dargli valore?

Come può uno Stato che si dice “democratico” riconoscerlo solo a parole, ma non nei fatti? Che diritto è questo? Come può la politica – come possono i rappresentanti di quello Stato – tassarci come se non avessimo sostenuto noi alcuna di quelle spese (imposte e tasse incluse)? Non vedi che è questo che ci allontana dalla politica. Guarda com’è bello come è scritto nella Costituzione…

ciascuno deve contribuire alle spese pubbliche
secondo la propria capacità contributiva
“.

E dunque, secondo te: quella capacità contributiva come la misuri? Non la misuri con la Dichiarazione dei Redditi? E se sai che aumenta con i ricavi, come puoi non riconoscere che diminuisce con le spese?

Noi questo affermiamo: che le spese di uno sono sempre i ricavi di un altro; quando non sono già, con le imposte indirette, i ricavi dello Stato. Questo è scritto nella Costituzione. Hai letto l’art. 53? E’ lì che lo trovi scritto (*).

@@Peanuts rid- Piperita Patty  Agli economisti qualcuno glielo deve pur spiegareVuoi ancora la prova?…

Pensa all’art. 41 della Costituzione: come si può affermare che l’iniziativa economica privata è libera, che non si svolge in contrasto con l’utilità sociale od in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana [art. 41], quando milioni di persone, nel tentativo di avere una casa o nel tentativo di dare sviluppo alla propria attività, mentre si indebitano con le banche e pagano milioni del loro reddito (con il rischio di perdere tutto se solo mancano al pagamento di una sola rata) a malapena hanno il diritto di scrivere nella dichiarazione dei redditi soltanto i soldi che hanno pagato per gli interessi!

Ma non lo vedi che nel tuo Paese il valore pagato per l’acquisto della propria casa o per l’immobile per la propria attività, le persone non lo possono ancora scrivere tra  le spese nella loro dichiarazione dei redditi? 

Pensa la follia!! Decine di migliaia di persone e di famiglie si consegnano così nella mani degli usurai, ma nella loro dichiarazione dei redditi? Risulta ancora nulla!

Possibile tu non abbia ancora conosciuto che le piccole difficoltà, come le grandi, si misurano con i soldi?

Lo Stato stesso misura le sue capacità con i soldi. Lo stato sociale? Dipende dalle risorse. I ministri del governo, il loro valore da cosa dipende? Con o senza portafoglio. Con i soldi lo Stato riduce i diritti dei cittadini ed esercita il suo potere, fino dai tempi dei Romani. Addirittura anche la stessa posizione geografica della nazione è messa in dubbio da questioni di bilancio (Europa si, Europa no). E allora perché non riconosci che quei soldi debbono corrispondere con quello che è scritto in Costituzione?

Non mi bastano i soldi li sperpero pagando fattureE’ possibile che ti sia così difficile comprendere che se la “Costituzione” non entra in queste cose è pura astrazione, è come se non vi fosse? Che se lo Stato continua a non dare alcun riconoscimento economico a quei diritti, scritti con tanta solennità nella sua Carta Costituzionale, non potranno mai bastare le leggi. Il cittadino le metterà tutte alla stessa stregua: inchiostro su carta.

Che quella norma, la Costituzione non può restare solo morale. La Costituzione deve farsi materiale altrimenti non è.

Altrimenti, come oggi avviene, nega la possibilità di formare una famiglia [art. 29, 31] o costringe poi ogni anno migliaia di giovani coppie – quelle che ancora ce la fanno -, a pagare a nero il fotografo, la villa, il rinfresco, gli inviti, i mobili, il viaggio di nozze.

Chiedi a quelle giovani coppie quanto valgono le loro spese nei loro magri bilanci quando a malapena riescono ad arrivare alla soglia della Chiesa o del Municipio ed in ragione di questo si sposano sempre più tardi. Loro sanno già che se non pagano l’IVA risparmiano solo una tassa; pagassero quella neppure lo Stato gli sarà riconoscente!

E tu ancora ti domandi se riconoscendo loro la buona ragione per chiedere la ricevuta fiscale potrà aumentare la possibilità di evasione fiscale? Come fai a non renderti conto che per milioni di persone sono proprio tutti questi diritti negatiche si traducono inbuone ragioni per pagare a nero”?

Se vivi in un altro mondo (se mi dici che vivi nel mondo della legalità) ma come puoi dirmi che appartiene già a questo Paese? Dovrai pur sapere che quando la legalità è finta, quando il rispetto della Legge non corrisponde – non può corrispondere – alla vita e alla Giustizia non puoi dirla legalità.

E’ solo un vuoto rispetto della Legge quello che non riconoscere le spese per la Vita. Il rispetto della Legge che si ha, si può avere, in qualsiasi dittatura. Niente di meglio o che giustifichi le ragioni per cui dovremmo batterci. Sei troppo intelligente per non vederlo: quando la legge è fatta dai banditi, o nega la giustizia o nega la vita. Non può dirsi Giustizia. Svuota perfino il termine “legalità”!

Dovrai pur sapere che nella vuota “legalità” i soldi a nero sono portati spesso proprio dai dipendenti. Sono loro, con il loro magro stipendio, che non hanno nessuna buona ragione per poter pagare l’IVA e le altre tasse al muratore, all’avvocato, al geometra, all’elettricista, all’imbianchino, al marmista, al meccanico, allo stagnino,…

Sono loro, nel tuo Paese, i dipendenti e i pensionati, e sono milioni, che hanno milioni di ragioni per non chiedere la ricevuta fiscale.

Tu la chiami evasione fiscale? Dovresti sapere che l’evasione fiscale è come un frutto. Un frutto che gli imprenditori forse raccolgono, coltivano, curano, … Ma vi è prima di tutto una terra fertile che porge loro quel frutto: sono i milioni di Persone a cui lo Stato nega il diritto di poter scrivere quali sono state le loro spese nella loro Dihiarazione dei Redditi. Pensa la follia: lo Stato nega le loro spese dopo aver pure già ridotto prima il loro stipendio!

Nidasio: Ci tassano sul Lordo... ma si paga con il Netto!
Nidasio: Ci tassano sul Lordo… ma si paga con il Netto!

Sono quelle, le persone, a cui teniamo? E allora dobbiamo riconoscere che se loro volessero coltivare la legalità sarebbero davvero costrette a pagare un caro prezzo. Dopo che lo Stato, la politica con le ritenute alla fonte, gli ha dimezzato il loro reddito loro dovrebbero anche pagare inutilmente dei prezzi più alti?

Eppure tu lo sai: le 100mila lire dell’IVA che i pensionati o i dipendenti non pagano ogni volta che gli si presenta il conto, rappresentano per loro un paio di scarpe, la bolletta della luce da pagare: i diritti alla vita che lo Stato , la politica, a loro oggi non riconosce.

Avrai pure ragione a dire che quelle Persone dovrebbero battersi per la legalità. Ma perché dovrebbero pagare quella tassa se, dopo, neppure lo Stato, la politica, gli riconoscerà quella spesa?

E dimmi: cosa c’è di più semplice del dare valore, del riconoscere “il diritto e la ragione” per chiedere sempre la ricevuta fiscale? Chiedere sempre la ricevuta fiscale per te può favorire l’evasione?

Tu sai certo che “il prezzo” contiene molte cose: l’IVA + il guadagno per il venditore + il prezzo delle materie prime + il costo della manodopera + l’IRPEF + le altre tasse che lo Stato (insieme all’IVA) riscuote dal venditore (e per quello lo chiama “sostituto d’imposta”). Dunque che paura possiamo avere se tutte quelle spese saranno scritte per l’intero, con una cifra sola – il prezzo pagato -, nella loro Dichiarazione dei Redditi?

Non ti accorgi adesso dell’altro vantaggio? Quando ad una persona dai una buona ragione per pagare l’IVA e chiedere la ricevuta fiscale, attraverso quella otterrai di conoscere la destinazione finale di quei soldi; e quindi, per lo Stato, la capacità di riscuotere da tutti le imposte!

Da un terreno così ripulito sarà certo più facile sradicare la malapianta del lavoro a nero, o del doppio lavoro, o del lavoro assistito del falso disoccupato (ricordi il caso del negozio di ottica tenuto da un falso cieco?) che più di tutto contrastano l’ingresso al lavoro vero per giovani e veri disoccupati.

Riflettiamo insieme: se anche una sola volta accade che un cittadino non chiede la ricevuta fiscale, oltre la definitiva perdita della conoscenza della destinazione finale di quei soldi, per lo Stato vuole dire essere costretto a chiedere di contribuire a chi ha già pagato: il massimo dell’ingiustizia. Non possiamo farlo. E la massima offesa che può essere portata alla democrazia. Nasce da qui Roma ladrona. E come fai a cambiare quella storia se non riconosci le spese dei cittadini?

Dunque, mentre ti prego di non fare l’errore che fa già il nostro Stato (conosce i diritti della persona ma non ne riconosce il costo), ti rinnovo il desiderio:

Vediamo insieme cosa si può fare.
Fai che questa non sia solo la nostra Mission…
fai che la vera Mission sia la tua!

A noi piace pensare di poter realizzare questo progetto. Anche se è “soltanto” la nostra Costituzione. Da qualche parte ci dovrebbe pur essere scritto che è in vigore? Se non sbaglio è l’ultimo articolo.

Ti aspettiamo. Con fiducia. Anche perché adesso comprendi il nostro nome: Scaricare Tutto Tutti… Far diventare “un fatto” quelli che per ora erano soltanto i nostri diritti: la nostra Costituzione.  

Glielo dici tu agli economisti che le spese dei cittadini, tutte, devono entrare in Dichiarazione dei Redditi?

Alcuni lo hanno erroneamente chiamato liberismo. Noi lo abbiamo chiamato “Personismo“: DARE VALORE A QUELLO CHE FANNO LE PERSONE; perché contiene in sé tutte le tutele, tutela dell’ambiente, tutela della vita, tutela della persona, che il liberismo non ha.

Una sola cosa è vero noi invidiamo all’America, il IX Emendamento: “Alcuni diritti elencati nella Costituzione non potranno essere interpretati in modo tale da negare o misconoscere altri diritti goduti dai cittadini.” Di questo solo articolo noi sentiamo la mancanza.

Fonti : Costituzione della Repubblica Italiana, Atti della Assemblea Costituente. (*: interventi degli on. Scoca e Ruini)     Tempo di lettura: 14 minuti circa (250parole/minuto)

Firmato: Paola Tradii, Michelle Garcia, PierFrancesco Santini, Paola Burattin, Rossano Leone, Mario Tognocchi, Mauro Paoli, Giovanni Pattelli.

[l’Attuazione della Costituzione è semplice: Art. 2 – doveri di solidarietà politica economica e sociale; Art. 3 – rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale; Art. 32 – La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo (della Persona) e interesse della collettività … ]