LEGATI AD UN’IDEA… Puoi far dipendere la tua felicità da altri ?

Un uomo, incrociando degli elefanti, si fermò di colpo, confuso dal fatto che queste enormi creature fossero tenute solo da un laccetto legato alla zampa anteriore. Nessuna catena, nessuna gabbia. Era ovvio che gli elefanti avrebbero potuto liberarsi da tali lacci in qualsiasi momento. Ma per qualche ragione non lo facevano.

Vide l’addestratore nei paraggi e gli chiese come mai gli animali se ne stavano lì e non facevano nessun tentativo di andar via.

Beh –disse l’addestratore-, quando erano molto giovani e piccoli abbiamo usato un laccio della stessa misura per legarli. A quell’età era sufficiente a tenerli stretti.

Col crescere sono stati indotti a credere che non possono liberarsi.

Pensano che la cordicella possa ancora tenerli fermi, per cui non tentano neanche di liberarsi.”

L’uomo rimase stupefatto. Questi animali avrebbero potuto liberarsi in qualsiasi momento dalle proprie catene. Ma dal momento che pensavano che non ce l’avrebbero fatta rimanevano fermi esattamente dov’erano.

Quante persone attraversano la vita aggrappate alla convinzione che non possono fare niente, semplicemente perché una volta non ci sono riuscite?

La morale della storia …

Fallire è parte dell’imparare. Non dovremmo mai arrenderci e smettere di lottare nella nostra vita. Fallisci non perché il tuo destino sia fallire ma perché si tratta di lezioni che devi imparare, per progredire nella tua vita.

E’ bellissima ? Si…

C’e’ anche un’altra morale.

A parer nostro anche piu corretta: utile per tutti. Il popolo purtroppo – la moltitudine del popolo, ciascuno di noi – spesso si lega alle proprie idee, o agli ammaestratori, come quegli elefanti. E’ per questa ragione che i progressi scientifici, i progressi della tecnologia, sono molto più rapidi dei progressi sociali. Adesso si parla con una persona dall’altra parte del globo, e ci si vede istantaneamente? Nessuno si meraviglia ma poco più di venti anni fa era impensabile che sarebbe stato alla portata di tutti, portando semplicemente un oggetto in tasca [*]. Noi, con la stessa rapidità, non riusciamo a liberarci dell’idea di non aver bisogno degli ammaestratori. Come fossimo quegli elefanti ci leghiamo alle idee di un partito, alle idee di altri, e con grande difficoltà le lasciamo.

Ecco, secondo noi, è questa la morale più corretta di questo racconto:

Sciogliere il laccio? Semplice.
Semplice come seguire le proprie idee.

Ma se tra le nostre idee in economia abbiamo quelle che un giorno, presto, tutti noi avremo il diritto di poter scrivere tutte le proprie spese in Dichiarazione dei Redditi? In tal caso non possiamo avere alcuna meraviglia: è certo che queste idee si realizzeranno. E’ solo questione di tempo. Noi certamente le porteremo avanti, queste sì, con la stessa memoria di un elefante. 

La storia dell’addestratore di elefanti? E’ un classico, una storia che dovrebbe essere raccontata in ogni scuola, ad ogni ragazzo o ragazza che studia, ad ogni essere umano fino all’età adulta. Quello che però molti non sanno è che questo racconto ha un fondamento scientifico. Thomas Khun dimostrò questo fondamento in un celebre saggio oggi adottato nelle università di mezzo mondo, una pietra miliare della filosofia della scienza, nel libro “La struttura delle rivoluzioni scientifiche“. In questo libro Khun affronta la questione di come, per il miglioramento della condizione umana, soprattutto nel campo della ricerca scientifica, la comunità umana per compiere ogni suo passo in avanti abbia sempre necessariamente dovuto compiere un atto rivoluzionario, quello che lui nel libro chiama un “mutamento di paradigma” [paradigm shift]. In pratica: qualcuno ha dovuto sciogliere quel laccio.

Attraverso un’analisi della storia della scienza Khun giunge a fornire le prove che, storicamente, ogni comunità scientifica ha vissuto come ogni comunità umana: basando i propri progressi ed i propri studi su dei «paradigmi». Quei paradigmi su cui la scienza normale si era basata fino a quel momento. La chiama esattamente così: “la scienza normale“, perché paradigmatica di quel determinato periodo di tempo. Scienza normale a cui la comunità ha riconosciuto la capacità di costituire il fondamento della sua prassi ulteriore. Non ci dobbiamo quindi meravigliare – afferma Khun – se i nuovi sistemi scientifici che si sono via via affermati come “nuovi paradigmi” sono stati caratterizzati da 2 elementi fondamentali: hanno presentato risultati sufficientemente nuovi da poter attrarre un gruppo stabile di seguaci (distogliendoli da forme di attività scientifiche contrastanti) ed allo stesso tempo sono stati sufficentemente aperti da poter lasciare al gruppo di scienziati costituitosi su queste basi la possibilità di risolvere problemi di ogni genere. E’ così che il “nuovo paradigma” si afferma: si deve consolidare, si deve configurare come una scienza “matura”, ovvero deve diventare abbastanza esoterico. Un evento che accade quando una élite limitata di studiosi ne può vantare una conoscenza profonda.

A cosa serve avervi offerto questo racconto e tutta questa riflessione? C’è una domanda ricorrente che ci viene posta: “Perché il progetto Scaricare Tutto Tutti, nonostante la sua semplicità [riconoscere alle persone il diritto di scrivere in dichiarazione dei redditi ogni genere di spesa] non è stato ancora realizzato?“. La risposta è contenuta nel racconto dell’ammaestratore di elefanti. Ma, se volete, nel libro di Khun potete trovare tutti gli approfondimenti.

The duck-rabbit… e Scaricare Tutto Tutti:
Le spese di uno?.. Sono i ricavi di altri!

Note:
[*] Il primo telefono cellulare portatile? E’ del 1973 con la dimostrazione del funzionamento ad opera di John F. Mitchell e il dottor Martin Cooper di Motorola (con un portatile del peso di circa 4,4 libbre… 2 kg). Il primo ad essere disponibile in commercio è stato poi il DynaTAC 8000x, dieci anni dopo, nel 1983 [fonte: Wikipedia].

Thomas Samuel Khun (1922 – 1994) è stato professore di “Storia della Scienza”, oltre che di “Filosofia della scienza”, alle università di Harvard, Berkeley, Princeton e al MIT Di Boston.

Karl Popper (1902 – 1994), un filosofo austriaco contemporaneo di Khun, riflettendo su questa sua scoperta, giunse ad affermare che “la scienza normale” non avrebbe più dovuto esserci! La scienza non può avere i legami di quegli elefanti: “La scienza è ricerca!“. Ovvero non si può parlare di scienza normale, sarebbe come parlare della “antitesi” di ciò che gli scienziati dovrebbero fare per raggiungere i loro obiettivi. Fu così che coniò il motto popperiano di «rivoluzione scientifica permanente!». Fu una dialettica interessante con Khun, perché il filosofo britannico nel suo libro e nei suoi scritti successivi confermò invece che per fare la rivoluzione occorre un paradosso: che la vecchia scienza sia consolidata, che sia emersa la conoscenza consapevole di un limite e che ne sia emersa la conseguenza di una crisi. Con una certa buona pace per gli elefanti. Che dite: il fisco umano , quello che riconosce le spese delle persone, potrebbe essere portato dagli ammaestratori?

[L’articolo ti piace? Condividilo su Facebook, meglio ancora Condividilo con gli Amici e scrivi il tuo COMMENTO].  Articolo di: Mario TOGNOCCHI, Giuseppe LA PLACA, Luisa CROCE e Giovanni PATTELLI. Tempo di lettura: 4 minuti (250parole/minuto). Il libro di STT: “La struttura delle rivoluzioni scientifiche”, Einaudi – Torino, 1969

 

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *