La PERCEZIONE della REALTA’… e la Relatività di Einstein [Una Card per guadagnare che conquista il Mondo].

QUANDO SIAMO NATI e da chi? Gli eventi critici, l’esame di Stato, le referenze, le avversioni, il nostro nome… Da Freud in poi sappiamo che il sé autobiografico è un concetto astratto della nostra mente che possiamo anche chiamare l’«io».
Oggi lo comprendiamo tutti? Non era così all’inizio degli anni ’40 del secolo scorso quando il neurochirurgo canadese Wilder Penfield fece i primi esperimenti

Grazie ai suoi studi, condotti oggi diremmo come alla Frankenstein – con le tecniche del tempo, con il paziente sveglio in anestesia locale, su ben 163 individui – Penfield fece una strana scoperta: stimolando particolari aree della corteccia celebrale vide che era possibile innescare nel paziente una serie di ricordi.

Ai suoi pazienti accadeva cioe’ come quando voi frugate in un cassetto e semplicemente estraendo degli oggetti o dei vestiti vi vengono alla mente i ricordi di quando li avete comprati, usati, indossati.

Un effetto sorprendente della mente umana!penso’ Penfield – Tocchi una parte e vengono fuori i pensieri!”

Per riuscire a rappresentarlo dovette ricorrere ad uno stratagemma. Prese così forma l‘Omuncolo di Penfiel [Homunculus]. Uno strano esserino dall’aspetto sproporzionato, statuetta buffa dal corpicino esile, occhi e lingua grandi e con mani gigantesche; Penfield trovo’ cosi’ il modo di rappresentare le parti del corpo attraverso le quali la nostra mente esplora. La statuetta illustrava mirabilmente, in un modo nuovo, come le parti del nostro corpo pesano, influenzano, la nostra “percezione” della realtà.

L’omuncolo di Penfield “è quindi la rappresentazione del come noi pensiamo“, potreste dire voi.

Non esattamente: è la rappresentazione grottesca del come noi arriviamo a percepire la realtà”, spiegava Penfield.

Percezione. Ecco il nome, la chiave, che noi usiamo per interpretare come avvengono i fatti: percezione. Ovvero: i fatti non sono fatti, i fatti sono quello che noi sentiamo. E quello che noi sentiamo è l’unico mezzo che abbiamo per percepire. Ecco perché ricordiamo Penfield nei libri di storia della medicina: con il suo Homunculus, con i suoi esperimenti, ci ha fatto fare uno dei grandi salti della conoscenza nel secolo scorso. E oggi? Oggi che tutto è economia come possiamo noi – direbbe Penfield – “percepire”, capire, i fatti dell’Economia?

Una formula c’è, ed è anche molto semplice spiegarla. Purche’ si ricorra a qualcosa di indotto, che tocchi appunto la nostra percezione. Alla Penfield. Come accadde qui in un racconto. E’ la formula che adotto’ ancora nel 1919 un astronomo inglese, Arthur Stanley Eddington, per riuscire a spiegare a noi addirittura la teoria della “Relatività generale” di Einstein. Storia che ancora oggi viene tramandata così:

«Paragoniamo 2 libri molto noti, che potrebbero essere definiti trattati elementari sulla relatività: “Alice nel paese delle Meraviglie” e “I viaggi di Gulliver”. Alice cambiava continuamente di grandezza, a volte cresceva e a volte era sul punto di scomparire del tutto. Gulliver conservava la sua statura ma in un’occasione incontro’ una razza di uomini di minuscola statura in un mondo in proporzione, e in un altro viaggio incontro’ una terra in cui tutto era gigantesco.

Non occorrono grandi riflessioni per vedere che I due autori descrivono lo stesso fenomeno, una variazione di grandezza relativa tra l’osservatore e l’osservato».

Vedete? Non occorrono grandi riflessioni per comprendere che le descrizioni di Alice e di Gulliver corrispondono alle varie teorie economiche come anche alle personalità di molti economisti che conosciamo. Economisti che con le loro descrizioni ora ingigantiscono o riducono i problemi della società, alla stessa velocità con cui Lewiss Carrol e Jonathan Swift ingigantivano e riducevano i protagonisti delle loro storie.

Perché vi abbiamo proposto questi due racconti? Per farci capire che abbiamo un solo modo per comprendere il Mondo che ci circonda: lo stesso modo che abbiamo usato nel racconto. Mentre Alice e Gulliver cambiavano di stato e noi eravamo fermi, seduti a casa nostra a leggerli, eravamo nella nostra dimensione. E’ la nostra dimensione, quella che non cambia e non cambia mentre noi si legge, quella che ci consente di comprenderli. Avere un punto fermo, noi stessi, è la chiave per comprendere il Mondo.

Avere un punto fermo? Avere un ancoraggio alla realtà: ecco quale è la nostra necessità comune. Come quando con una macchina fotografica o una cinepresa abbiamo la necessità di riprendere un movimento. Avere un punto fermo, il nostro punto fermo, è la sola condizione che ci consente di comprendere, riprendere e rappresentare i movimenti di altri senza farci perdere l’equilibrio, senza restare persi o disorientati da quei movimenti così tanto ben raccontati dalle teorie altrui.

Einstein: PIU’ SAI DI TE, MENO TI GONFI.    [L’Ego è inversamente proporzionale alla conoscenza]

Ancoraggi? Punti fermi in economia? Solo con noi stessi, nella nostra Dichiarazione dei Redditi. Ecco la chiave, la formula necessaria per capire, “percepire” l’Economia: partire da una dimensione conosciuta, la nostra. Una dimensione ancora oggi non usata? Non usata almeno fino ad oggi, ma di cui si comprende oggi l’importanza. Come fare?

Serve una Dichiarazione vera, – tu mi dirai – una Dichiarazione che registri ogni movimento: con ricavi e spese. Ecco il punto: “Le spese!”. Sono quelle che oggi non sono riconosciute in Dichiarazione dei Redditi. Proprio quelle piccole spese che sono invece la risorsa, che danno la forza, a tutta la rete delle piccole attività. Danno la forza ai nostri grandi e piccoli negozi, ai piccoli studi professionali, agli artigiani. Con tutti i nostri acquisti. Come già sanno bene gli amici, le attività, i negozi che invece conoscono, riconoscono, e già usano ogni giorno la Card di Scaricare Tutto Tutti…

E’ importante, abbiamo detto, affermare il diritto per tutte le Persone – affermare il diritto in ogni parte del Mondo – di poter scrivere [= registrare] ogni genere di spesa nella propria Dichiarazione dei Redditi? Per dare forza ai piccoli negozi!

E’ importante: Intanto anche per capire il Mondo.

Sostenere [le spese di] me stesso e della mia famiglia, e in qualche modo rendere il mondo un posto migliore in cui vivere”

[Wilder Penfield Graves – appunti, Università di Princeton, 1913]

La Card di Scaricare Tutto Tutti con il CashBack, il ritorno di denaro ad ogni acquisto? Una Card per guadagnare che conquista il Mondo: è già in 48 paesi del Mondo! Non rimanere indietro.

Come funziona? Come puoi averla? E’ gratis, ma occorre che tu voglia chiederla a noi. Magari pensando a come puoi averla tra le mani e come usarla! Come fossi anche tu come noi: come l’Omuncolo di Penfield…

Hai voglia di capire la realtà e toccarla con le mani?
Devi solo chiederla.

Hanno collaborato alla redazione (alle idee, alle ricerche, alla rilettura e alle correzioni): Giuseppe LA PLACA, Luisa CROCE, Caterina GUADAGNO, Matilde CAVACIOCCHI, Mario TOGNOCCHI, Rossano e Pinuccia LEONE.

Divertente no? Se si desidera conoscere di più sulla storia di Wilder Penfield Graves vi diremo … è stato un grande neurochirurgo e ricercatore americano, canadese per adozione: in Canada è onorato come una delle sue menti più celebri. E’ nato infatti nello Stato di Whashington (USA), a Spokane, nel 1891 ma e’ morto a Montreal, nel 1976, in Canada, dove ha svolto praticamente tutta la sua vita accademica e di scrittore. Si è laureato in Lettere all’Università di Princeton nel 1913 e in Medicina nel 1918 presso l’Università di Hopking. Eclettico, letterato e medico, si ritirò dalla attività di ricercatore solo nel 1960, a 68 anni, e dedicò il resto della sua vita a scrivere. Tra i suoi libri più famosi: Citologia e patologia cellulare, i meccanismi del linguaggio e il cervello, la mente. Il mistero del sistema nervoso. “Il mistero della Mente – studio critico sulla coscienza e sul cervello umano” – Wilder Penfield, Vallecchi Editore, 1991

 

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