“UN PAESE che vive CON LA SPERANZA CHE QUALCUN ALTRO FACCIA QUALCOSA..”

Clicka sul video: 1’minuto e 53”. Dal discorso che Sergio Marchionne fece all’Università Bocconi, Milano – 2013…

Il testo dell’intervento:

«A volte nel nostro Paese ho l’impressione che ci sia un atteggiamento passivo nei confronti del presente.

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Un atteggiamento che sta sgretolando uno dei pilastri del nostro stare insieme, del nostro modo di guardare al futuro.

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È come se si pretendesse
di aver diritto ad un domani migliore
senza essere consapevoli che bisogna saperlo conquistare.

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Io non sono un professore di Storia né di Sociologia ma mi è capitato ogni tanto di pensare “da dove nasce tutto questo?”

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La risposta che mi sono dato è che, in modo paradossale,
ogni tanto le grandi conquiste portano a risvolti imprevedibili e non voluti.

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Così è successo nel 1968…
un movimento di lotta pienamente condivisibile,
che ci ha permesso di compiere enormi passi avanti
nelle conquiste sociali e civili

ha avuto – purtroppo – un effetto devastante
nei confronti dell’atteggiamento verso il dovere.

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Oggi viviamo nell’epoca dei diritti:
Diritto al posto fisso, al salario garantito, al lavoro sottocasa, al diritto di urlare e a sfilare, il diritto a pretendere.

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Lasciatemi dire che i diritti sono sacrosanti e vanno tutelati.

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Ma se continuiamo a vivere di soli diritti, di diritti moriremo.

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Perché questa evoluzione della specie crea una generazione molto piu debole di quella precedente:
una generazione senza il coraggio di lottare
ma con la speranza che qualcun altro faccia qualcosa
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Una specie di “attendismo” che è perverso ed è involutivo.

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Per questo credo che dobbiamo tornare ad un sano senso del dovere.
Alla consapevolezza che

“per avere” bisogna anche “dare”.

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Bisogna riscoprire il senso e la dignità dell’impegno:
il valore del contributo che ognuno puo’ dare

al processo di costruzione dell’oggi e soprattutto del domani.»

Questo diceva e scriveva Sergio Marchionne, nel 2013…

Al di là dei giudizi sulla persona, che possono sempre essere controversi (pensate anche solo a cosa dicono o potranno dire di noi i nostri parenti o i nostri amici quando talvolta si lasciano andare a commenti non benevoli 🙂 le osservazioni che Marchionne ci propone sono importanti:

Quale è il valore del contributo che ognuno puo’ dare – contributo che  ciascuno di noi dà, già oggi, ogni giorno – al processo di costruzione dell’oggi e soprattutto del domani?

Nel fare pratico, se ci limitassimo ad osservare il nostro fare nell’Economia, parafrasando Marchionne che ci sollecita a chiederci quale è il contributo che diamo alla costruzione dell’oggi e del domani, non potremmo già dire: “quel contributo sono le nostre spese!?

Guardiamo ai fatti: se guardiamo ai diritti, se guardiamo a quello che ciascuno di noi riceve dal processo economico, noi possiamo usare tanti nomi: stipendio, paga, retribuzione, provvigione, salario, indennità, rimborso, ….
Ma per quello diamo, che nomi usiamo?

Oneri e spese.

Guardiamo ai fatti: se guardiamo al valore del contributo che ciascuno di noi dà al processo economico, in termini di doveri, nel proprio bilancio familiare, per vivere, ciascuno di noi ha due soli termini da poter usare: i propri oneri, le proprie tante spese.

Oneri e spese sono quelli i numeri, le cifre, che ciascuno di noi deve, dovrebbe, poter usare e scrivere nel proprio bilancio familiare. Nella Dichiarazione dei Redditi. Nella colonna del “dare”. Alla voce “costi per vivere!”.

Costi per vivere che invece – ancora oggi [e siamo già nel 2018, addirittura 70 anni dopo la Dichiarazione universale dei Diritti dell’Uomo!] – lo Stato, la politica, i sindacati, ed i sindacalisti soprattutto, in nessun modo si curano di riconoscere nella Dichiarazione dei Redditi dei cittadini. Costi per vivere.

Sindacalisti e politici fanno (e hanno fatto) grandi battaglie per i diritti? Rendiamo loro onore. Eppure loro, oggi, di quei nostri doveri, di quello che ciascuno di noi oggi paga per vivere, sembra che ne vedano il contenuto? A voi sembra che vedano il valore di quelle spese che ciascuno di noi deve poter sostenere per vivere?

Perché – questa è la domanda -, perché quegli oneri e spese non hanno alcun  valore nella Dichiarazione dei Redditi dei cittadini?

Parliamo dei doveri: dei costi per vivere delle Persone.

Nessuna spesa per vivere va in Dichiarazione dei Redditi!? 

Viviamo, vivono loro forse – come diceva Marchionne – con la speranza che qualcun altro faccia qualcosa?

E intanto i costi per le aziende raddoppiano, mentre i lavoratori tornano a casa con la metà. Con la speranza che qualcun altro faccia qualcosa.

Come venirne fuori?

Prova così. Prova con noi. Prova la Card di Scaricare Tutto Tutti… Registra ogni genere di spese e fa tornare una percentuale di soldi sul tuo conto. E’ uno strumento che ti dimostra che è vero: si puo’ già fare qualcosa. Si puo’ già fare molto nel presente, per il futuro. Dare valore a quello che fanno le Persone: ogni giorno, nel loro fare quotidiano.

Una card che registra le spese? Affinché si smetta di aspettare. Per smettere di aspettare che sia qualcun altro a fare qualcosa per noi.

Quel “qualcosa” tocca te,
l’oggi tocca a noi!

Vuoi rivedere il brano del discorso di Marchionne?
Copia il link e clicka: https://www.youtube.com/watch?v=MEPFBnaCSLs

La CashBack Card “EFFETTO Scaricare Tutto Tutti!”

Fonti: https://www.gdonews.it/2018/07/28/dei-diritti-e-dei-pochi-doveri-una-italia-vista-da-sergio-marchionne/

Chi é? Sergio Marchionne è stato amministratore delegato e Presidente di Fiat, FCA Italia e FCA Usa.
https://it.wikipedia.org/wiki/Sergio_Marchionne

Commenti: Mario Tognocchi  “Marchionne, proposte per una politica economica
Tempo di lettura:  3 minuti circa (250parole/minuto)

[l’Attuazione della Costituzione è semplice: Art. 2 – doveri di solidarietà politica economica e sociale; Art. 3 – rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale; Art. 4 La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società; Art. 36 – Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa. … ]

 

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